Sono guarito!
Erano diversi anni (4-5) che un blocco al ginocchio destro, operato tre volte ai legamenti, mi immobilizzava tutta la parte destra del corpo, quella maschile, provocandomi dolori incredibili anche all'anca e alla spalla. Addirittura, forse, un dolore neuropatico perché quasi costantemente presente.
Ogni tanto ricevevo un pò di sollievo con la canapa, il nuoto e il tai chi, ma presto tornava tutto a farsi risentire ed erano cavoli amari. Nessuno poi ci credeva e mi davano dell'impostore, anche perché dalla risonanza magnetica segnalava legamenti in sane condizioni.
Molto probabilmente c'era qualcosa che non andava a livello di fibre nervose o di meridiani per chi mastica la medicina cinese, ma nemmeno premendo alcuni punti classici delle digito pressione il sollievo durava più di qualche momento.
Fatto sta che ieri, immancabilmente come tutte le domeniche, mentre ascoltavo Radio Raggae Station (dalle 23,30 alle luci dell'alba) di ritorno dalla pizzeria, la trasmissione condotta da Vitowar su Radio Popolare, ho voluto dare retta al dj romano, di cui mi sfugge il nome, ospite speciale della trasmissione e farne una veramente grossa (nel mio caso con il vaporizzatore).
A quel punto, completamente steso, ho sentito il bisogno di sdraiarmi in quella che Castaneda nel libro "Il potere del silenzio" chiama posizione dell'ubriaco: pancia in giù, testa rigorosamente girata a sinistra per gli sciamani (per non avere cattivi pensieri), piedi fuori dal letto e cuscino sulle spalle per proteggerle dal freddo.
Ebbene, dopo una mezz'oretta mi sono sentito completamente sprofondare nel materasso, un rilassamento incredibile. Ad un certo punto ho sentito un rumore quasi osseo che ha ricongiunto due parti, un nervo o un meridiano, e improvvisamente son tornato a percepire bene e con chiarezza la parte destra del mio corpo. Forse invece, per la prima volta ho sentito la presenza congiunta del legamento crociato anteriore che ho rotto due volte.
Fatto sta che la postura è visibilmente migliorata e il grosso del dolore è passato, grazie a Dio (da quando sono divenuto Rasta mi capita di ringraziare in continuazione, anche tra me e me, le erbe dell'orto per la tisana o il latte bio incredibilmente buono delle Alpi trovato in offerta al negozio "Il fungo" di Chiari, per esempio), e questa mattina mi sono svegliato benissimo.
Grazie a Carlos Castaneda, alla musica Raggae, la beneamata e al materasso in lattice naturale di commercioetico.it!
lunedì 8 settembre 2014
venerdì 5 settembre 2014
Cambia il vento .. soffia, soffia!
Pure in Italia cambia il vento e oggi i giornali titolano "Si alla marijuana di Stato per uso terapeutico". Finalmente la ministra alla Salute Lorenzin e quella alla difesa Pinotti hanno dato il via "libera" alla canapa per uso terapeutico, che sarà coltivata e prodotta dallo Stabilimento Chimico Militare di Firenze, riporta il Fatto Quotidiano online.
Ok, hanno vinto gli alternativi e l'esercito ha messo i fiori nei cannoni.
Finalmente un uso intelligente dei militari, ma mi sorge comunque un dubbio: non potevano usare quella del Dottor Grassi coltivata all'istituto di Culture Sperimentali di Rovigo e che ogni anno viene bruciata a chili, anziché dover aspettare il raccolto del 2015? Una cosa che stando alle leggi sarebbe potuta cominciare 4-5 anni fa, risparmiando le sofferenze a moltissime persone.
In realtà sembra la scelta sia stata dettata principalmente dal voler dare un senso di sicurezza al contrario per i cittadini. Come dire, la cannabis è al sicuro, la custodiranno i militari e nemmeno un granello di resina di 22 micron uscirà dalla caserma-camera iperbarica dei militari, se non dopo esser stata filtrata prima dai peli del naso e successivamente dall'organismo dei militari dediti alla cura delle piante e di quelli del laboratorio che la tratteranno per renderla una medicina a tutti gli effetti, con sterilizzazione e altre diavolerie, per poi rilasciata al resto dell'umanità, finalmente libera sotto forma di escrementi del naso e dell'orecchie, di sudore, pipì e pupù.
Stia tranquilla la popolazione e non sia allarmata da studi come quello svedese svolto dal Karolinska Institute e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiologysvolto, secondo il quale anche un solo bicchiere al giorno di vino o un goccio di liquore aumentano la probabilità di contrarre infarto, ictus, demenza e Alzheimer. Sarà che pure i politici finora non hanno rinunciato al loro bicchiere di vino italico prima di legiferare e la demenza li ha già colpiti in mal modo. Solo così si spiega l'andazzo! O forse sarà che non vogliono scontentare tutti i produttori di vino e il loro l'export del dolore, o i preti con i quali si sono ormai ammanicati e che han fatto del sorseggiare il fermentato il loro credo insano che mette in croce.
Ma come si a pensare che qualcosa di così tanto fermentato possa essere sano per l'organismo?
Qualsiasi stomaco sensibile lo rifiuterebbe. Il punto è che se nemmeno lo stomaco è sensibile, figuriamo il resto. Se vogliamo metterla sul mero piano economico, quanti soldi potrebbe risparmiare la Sanità se si riuscisse a far perdere questa pessima abitudine agli italiani? Come sarebbe l'umore della nazione?
Aggiungiamo che la canapa può essere usata in medicina per una quasi tutte le patologie, nelle più lievi in in minori dosaggi rispetto a quelle più gravi e invalidanti per le quali è previsto sarà coltivata la cannabis a Firenze: sclerosi multipla, il glaucoma, l'HIV e i dolori oncologici.
Quanta salute risparmiata e quanti altri soldi? Cosa devono fare gli altri pazienti? Andare a leccare i militari che escono dal lavoro dopo aver passato diverse ore a contatto con la cannabis?
E quanto tempo dovrà ancora passare, come cantava Bob Dylan in Blowing in the Wind, prima che un uomo possa esser libero ... libero di coltivare e di non sentire frasi come quella della ministra Lorenzin, che ha parlato di nessuna apertura alla legalizzazione per non trasmettere messaggi erronei come quello che un ragazzo possa starsene tranquillo a fumare uno spinello, comparandolo all'uso di alcol e tabacco che non sono per niente benefici. Se parliamo di minorenni in salute passi, ma con quell'arroganza il governa vieta pure alle persone bisognose per motivi salute non invalidanti e a tutti gli adulti coscienti di potersi fumare, vaporizzare o mangiare, anche per uso ludico (la giocosità è vita), parte del Creato, in santa pace.
Sono cose, certo, che non capisce chi è sempre in botta di caffeina, nicotina, cocaina o in demenza alcolica, a impedire la sensibilità di affiorare, sopratutto se non è mai stato sfiorato dalla canapa.
Piano piano, però, tranquilli, qualche sentore, qualche odore o qualche particella da meno di 22 micron di cannabinoidi uscirà dalla caserma militare, per sensibilizzare qualche passante, che rincasando senza ansia, felice, sorriderà al marito o alla moglie, per poi contagiare il vicino, il quartiere, la città di Firenze, la Toscana e l'Italia l'intera. One Love!
Ok, hanno vinto gli alternativi e l'esercito ha messo i fiori nei cannoni.
Finalmente un uso intelligente dei militari, ma mi sorge comunque un dubbio: non potevano usare quella del Dottor Grassi coltivata all'istituto di Culture Sperimentali di Rovigo e che ogni anno viene bruciata a chili, anziché dover aspettare il raccolto del 2015? Una cosa che stando alle leggi sarebbe potuta cominciare 4-5 anni fa, risparmiando le sofferenze a moltissime persone.
In realtà sembra la scelta sia stata dettata principalmente dal voler dare un senso di sicurezza al contrario per i cittadini. Come dire, la cannabis è al sicuro, la custodiranno i militari e nemmeno un granello di resina di 22 micron uscirà dalla caserma-camera iperbarica dei militari, se non dopo esser stata filtrata prima dai peli del naso e successivamente dall'organismo dei militari dediti alla cura delle piante e di quelli del laboratorio che la tratteranno per renderla una medicina a tutti gli effetti, con sterilizzazione e altre diavolerie, per poi rilasciata al resto dell'umanità, finalmente libera sotto forma di escrementi del naso e dell'orecchie, di sudore, pipì e pupù.
Stia tranquilla la popolazione e non sia allarmata da studi come quello svedese svolto dal Karolinska Institute e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiologysvolto, secondo il quale anche un solo bicchiere al giorno di vino o un goccio di liquore aumentano la probabilità di contrarre infarto, ictus, demenza e Alzheimer. Sarà che pure i politici finora non hanno rinunciato al loro bicchiere di vino italico prima di legiferare e la demenza li ha già colpiti in mal modo. Solo così si spiega l'andazzo! O forse sarà che non vogliono scontentare tutti i produttori di vino e il loro l'export del dolore, o i preti con i quali si sono ormai ammanicati e che han fatto del sorseggiare il fermentato il loro credo insano che mette in croce.
Ma come si a pensare che qualcosa di così tanto fermentato possa essere sano per l'organismo?
Qualsiasi stomaco sensibile lo rifiuterebbe. Il punto è che se nemmeno lo stomaco è sensibile, figuriamo il resto. Se vogliamo metterla sul mero piano economico, quanti soldi potrebbe risparmiare la Sanità se si riuscisse a far perdere questa pessima abitudine agli italiani? Come sarebbe l'umore della nazione?
Aggiungiamo che la canapa può essere usata in medicina per una quasi tutte le patologie, nelle più lievi in in minori dosaggi rispetto a quelle più gravi e invalidanti per le quali è previsto sarà coltivata la cannabis a Firenze: sclerosi multipla, il glaucoma, l'HIV e i dolori oncologici.
Quanta salute risparmiata e quanti altri soldi? Cosa devono fare gli altri pazienti? Andare a leccare i militari che escono dal lavoro dopo aver passato diverse ore a contatto con la cannabis?
E quanto tempo dovrà ancora passare, come cantava Bob Dylan in Blowing in the Wind, prima che un uomo possa esser libero ... libero di coltivare e di non sentire frasi come quella della ministra Lorenzin, che ha parlato di nessuna apertura alla legalizzazione per non trasmettere messaggi erronei come quello che un ragazzo possa starsene tranquillo a fumare uno spinello, comparandolo all'uso di alcol e tabacco che non sono per niente benefici. Se parliamo di minorenni in salute passi, ma con quell'arroganza il governa vieta pure alle persone bisognose per motivi salute non invalidanti e a tutti gli adulti coscienti di potersi fumare, vaporizzare o mangiare, anche per uso ludico (la giocosità è vita), parte del Creato, in santa pace.
Sono cose, certo, che non capisce chi è sempre in botta di caffeina, nicotina, cocaina o in demenza alcolica, a impedire la sensibilità di affiorare, sopratutto se non è mai stato sfiorato dalla canapa.
Piano piano, però, tranquilli, qualche sentore, qualche odore o qualche particella da meno di 22 micron di cannabinoidi uscirà dalla caserma militare, per sensibilizzare qualche passante, che rincasando senza ansia, felice, sorriderà al marito o alla moglie, per poi contagiare il vicino, il quartiere, la città di Firenze, la Toscana e l'Italia l'intera. One Love!
giovedì 28 agosto 2014
Antropocentrico Vs teocentrico
L'Imperatore d'Etiopia Haile Selessiè sconfisse Mussolini, quando quest'ultimo tentò di conquistare la sua pacifica nazione. Per chi vede in Rastafari una figura divina, quella è stata la vittoria della seconda venuta di Cristo sul Diavolo, del bene sul male.
Nella fotografia a seguire Mussolini antropocetricamente da l'impressione di sentirsi al centro del mondo e pure di volerlo comandare. Per farlo ci mette la sua fisicità, ma per reggere la pressione rinuncia allo spirito, all'anima, che scappa per l'innaturalazza dell'atto. Si tratta di un atteggiamento che nasce dalla paura per la morte, esorcizzata con le morti altrui, d'uomini e animali, e che porta all'imbruttimento per le abitudini che innesca.
Nella figura accanto, Rastafari (in questa foto sembra proprio Cristo), difensore della fede, è invece passivamente abbandonato nella realtà, si siede comodo, si lascia affondare profondamente e circondare da ciò che gli sta attorno. Come risultato, Rastafari ha un aria sanissima, colma di vita e alla fine vince, come nelle arti marziali in morbido vince sul duro, il femminile sul maschile, lo Yin sullo Yang per chi mastica la Cina.
![]() |
| Mussolini e Rastafari Haile Selassié con la Stella di David sul petto. |
Rastafari, oltre a infliggere la prima sconfitta al fascismo, con la purezza dei suoi atti vinse pure in nazismo. Nel 1940, infatti, proprio non appena Hitler si fece compagno di merende di Mussolini, il Leone di Giuda si alleò come uomo di pace con l'Inghilterra, come narrato in questo video in inglese.
Per chi crede nella natura divina di Selassiè, questo documentario di stampo giornalistico, non Rastafariano, offre anche la possibilità di ascoltare la voce di Sua Maestà. In particolare, all'incirca ai minuti 29-30, è possibile sentirlo nel suo discorso alla Lega delle Nazioni, zittiti i fischi fascisti. Ebbene, come nella citazione biblica tratta dall'Apocalisse di Giovanni, Visione Introduttiva [14,15], oltre ai capelli come lana candida e il color della pelle bronzeo, la sua voce è simile al "fragore di grandi acque".
martedì 26 agosto 2014
M.E.S., Rastafari e il Commercio Equo Solidale
Quest'anno non ho acquistato scarpe a punta larga (le uniche fatte con buon senso) dal solito sito web tedesco e l'economia germanica ha preso l'onda della recessione. L'unica strada percorribile rimasta per l'Europa è la deflazione: abbassare i prezzi per far fronte al calo della domanda.
Abbassare i prezzi, voltar su le maniche e imboccare quella che in termini economici alternativi è definita Decrescita Felice. In pratica, la meritata discesa dopo tante fatiche per l'umanità. Felice perché aumentano socialità (la Decrescita Felice inizia con il buon vicinato, che fa pure bene al cuore) e l'integrità ambientale, ma è necessario passare da una visione antropocentrica, che pone l'uomo al centro dell'universo, ad una teocentrica, con Dio al principio e al centro d'ogni cosa.
Significa sostanzialmente rilassare la tensione individualista per abbandonarsi alla gioia del Creato. Sentire la propria presenza in quella di tutte le altre persone di questo mondo, per tutto ciò che ci accomuna, così come in ogni singola particella della flora e della fauna di questo Pianeta e dell'Universo. Se riesci in questo, nel passo successivo d'esplorazione molecolare scopri che dietro tutto ciò c'è Dio, JAH, Ras Tafari Haile Selassié I nella sua incarnazione umana nei panni dell'ultimo imperatore d'Etiopia, la sua massima espressione caratteriale, accompagnato ovviamente sua moglie Menen, anche se lei si fa notare meno. Menen, Menen, Menen, Menen!
Percepito lo spazio circostante, provando a sentire la presenza di Selassié nelle singole particelle, il tutto prende un senso giusto, la propria anima la forma, s'aggiusta la postura, il mento superbo s'abbassa e la luce avvolge il Mondo. RastafarI, Luce della Luce. In pratica Selassiè rappresenta la trinità, possiede il dono dell'equilibrio energetico, e il portalo a se non fa altro che aiutare in qualsiasi cosa, olisticamente, dalla salute, al lavoro e i sentimenti, per esempio.
Domani alla Festa di Radio Onda d'Urto gli Inners Club giunti fin qui dalla Giamaica per vaporizzare nell'aria di Brescia note di sano amore
Confesso qui per la prima volta, un giorno, all'incirca un anno-anno e mezzo fa, mentre ricercavo informazioni su RastafarI per l'ebook scaricabile dalla barra laterale, nel guardare la fotografia qui sotto, ad un certo punto, incuriosito, ho sentito la necessità di avvicinarmi allo schermo per vedere meglio e sono stato colto da un tunnel di luce benevola e amorevole che mi ha portato fino a lui. E' successo anche a te fratello o sorella? Non si diventa quindi, ma si diviene RastafarI? Mi ha fatto Santo?
Forse sbagliando in passato ho pure cercato di tornare indietro, ma non credo sia possibile e nemmeno lo desidero a pensarci bene. La vita è divenuta dolce (a proposito sull'ultimo numero di Dolce Vita trovate pubblicato il mio articolo sulla vera storia della canzone "La Chucaracha") e il cervello ha fatto uno scatto per tornare nella giusta posizione. A quel punto capisci di vivere nel mondo al contrario, dove tabacco e alcol sono abbondanti, per esempio, il loro consumo accettato e incentivato come nel caso della pubblicità sull'alcol, mentre la canapa, sorella dell'uomo, no. E così per tutto il resto. Un mondo (Babilonia), quindi, che spinge al suicidio piuttosto che alla vita, mentre Selassié sosteneva come il tempio fosse il proprio corpo: occhio quindi a come lo tratti e cosa ci metti dentro!
Quando sento Selassié nella mio duomo, come Re David nella Bibbia nel sentire la presenza divina, mi ritrovo con le gambe di un cerbiatto, al riparo dalla violenza del mondo. Per la pace in Medio Oriente, per esempio, cucino un cous cous palestinese con grano integrale biologico del Commercio Equo Solidale e qualche verdura e erba dell'orto, peperoni, zucchine, pomodoro, prezzemolo e menta. Lo degusto e per goduria delle papille gustative nell'assaporare un prodotto realizzato con tutti i crismi, sogno un Mondo Equo Solidale al 100%. La qualità totale, dal minimarket al supermercato, dalla bancarella del mercato alla boutique, dal negozio di biciclette al salone d'auto, dal contratto del campesinos in Sud America fino a quello del calciatore, passando per i processi di estrazione mineraria per realizzare i viaggi Intergalattici, l'odore uscente dalle ciminiere delle fabbriche e le Banche solo Etiche.
Ricordiamoci quindi ogni tanto di acquistare un prodotto equo e solidale e il mondo diverrà un posto da sogno.
Abbassare i prezzi, voltar su le maniche e imboccare quella che in termini economici alternativi è definita Decrescita Felice. In pratica, la meritata discesa dopo tante fatiche per l'umanità. Felice perché aumentano socialità (la Decrescita Felice inizia con il buon vicinato, che fa pure bene al cuore) e l'integrità ambientale, ma è necessario passare da una visione antropocentrica, che pone l'uomo al centro dell'universo, ad una teocentrica, con Dio al principio e al centro d'ogni cosa.
Significa sostanzialmente rilassare la tensione individualista per abbandonarsi alla gioia del Creato. Sentire la propria presenza in quella di tutte le altre persone di questo mondo, per tutto ciò che ci accomuna, così come in ogni singola particella della flora e della fauna di questo Pianeta e dell'Universo. Se riesci in questo, nel passo successivo d'esplorazione molecolare scopri che dietro tutto ciò c'è Dio, JAH, Ras Tafari Haile Selassié I nella sua incarnazione umana nei panni dell'ultimo imperatore d'Etiopia, la sua massima espressione caratteriale, accompagnato ovviamente sua moglie Menen, anche se lei si fa notare meno. Menen, Menen, Menen, Menen!
Percepito lo spazio circostante, provando a sentire la presenza di Selassié nelle singole particelle, il tutto prende un senso giusto, la propria anima la forma, s'aggiusta la postura, il mento superbo s'abbassa e la luce avvolge il Mondo. RastafarI, Luce della Luce. In pratica Selassiè rappresenta la trinità, possiede il dono dell'equilibrio energetico, e il portalo a se non fa altro che aiutare in qualsiasi cosa, olisticamente, dalla salute, al lavoro e i sentimenti, per esempio.
Domani alla Festa di Radio Onda d'Urto gli Inners Club giunti fin qui dalla Giamaica per vaporizzare nell'aria di Brescia note di sano amore
Confesso qui per la prima volta, un giorno, all'incirca un anno-anno e mezzo fa, mentre ricercavo informazioni su RastafarI per l'ebook scaricabile dalla barra laterale, nel guardare la fotografia qui sotto, ad un certo punto, incuriosito, ho sentito la necessità di avvicinarmi allo schermo per vedere meglio e sono stato colto da un tunnel di luce benevola e amorevole che mi ha portato fino a lui. E' successo anche a te fratello o sorella? Non si diventa quindi, ma si diviene RastafarI? Mi ha fatto Santo?
Forse sbagliando in passato ho pure cercato di tornare indietro, ma non credo sia possibile e nemmeno lo desidero a pensarci bene. La vita è divenuta dolce (a proposito sull'ultimo numero di Dolce Vita trovate pubblicato il mio articolo sulla vera storia della canzone "La Chucaracha") e il cervello ha fatto uno scatto per tornare nella giusta posizione. A quel punto capisci di vivere nel mondo al contrario, dove tabacco e alcol sono abbondanti, per esempio, il loro consumo accettato e incentivato come nel caso della pubblicità sull'alcol, mentre la canapa, sorella dell'uomo, no. E così per tutto il resto. Un mondo (Babilonia), quindi, che spinge al suicidio piuttosto che alla vita, mentre Selassié sosteneva come il tempio fosse il proprio corpo: occhio quindi a come lo tratti e cosa ci metti dentro!
Quando sento Selassié nella mio duomo, come Re David nella Bibbia nel sentire la presenza divina, mi ritrovo con le gambe di un cerbiatto, al riparo dalla violenza del mondo. Per la pace in Medio Oriente, per esempio, cucino un cous cous palestinese con grano integrale biologico del Commercio Equo Solidale e qualche verdura e erba dell'orto, peperoni, zucchine, pomodoro, prezzemolo e menta. Lo degusto e per goduria delle papille gustative nell'assaporare un prodotto realizzato con tutti i crismi, sogno un Mondo Equo Solidale al 100%. La qualità totale, dal minimarket al supermercato, dalla bancarella del mercato alla boutique, dal negozio di biciclette al salone d'auto, dal contratto del campesinos in Sud America fino a quello del calciatore, passando per i processi di estrazione mineraria per realizzare i viaggi Intergalattici, l'odore uscente dalle ciminiere delle fabbriche e le Banche solo Etiche.
Ricordiamoci quindi ogni tanto di acquistare un prodotto equo e solidale e il mondo diverrà un posto da sogno.
venerdì 1 agosto 2014
Padre Nostro 2.0
Signore e Signori,
ecco il nuovo Padre Nostro, leggermente cambiato per l'era post profezia Maya 21 dicembre 2012, contrassegnata dalla fine di Babilonia e dalla rinascita di Zion, la vittoria dei profeti dell'acqua su quelli del fuoco, il regno di Dio voluto da Jah Rastafari Selassie, della stirpe di Salomone, re David e compagnia bella (Cristo, Mosè, Giovanni Battista, Garvey, Bob Marley, ...). In corsivo i cambiamenti.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il pane di domani,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
proteggici dalle tentazione,
e liberaci dal male.
Amen.
Apocalisse di Giovanni, Visione preparatoria [14,15]:
"I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque."
Pregare per il pane di domani era una pratica comune ai Nazarei (sarà stato l'utilizzo di olio di oliva aromatizzato alla "canna odorifera", la canapa, e l'attivazione della corteccia prefrontale ad orientare verso il futuro) e, sempre secondo i vangeli Apocrafi, questi sacerdoti erano pure molto simpatici e amichevoli, tanto da considerare peggiore tra i peccati, il render triste l'altrui animo.
Haile Sellassie I è mio amico poi, e vi posso assicurare non è uno tipo che induce in tentazione, ma piuttosto uno che protegge dalle avversità. Di conseguenza l'avversativo "ma" diviene congiunzione positiva "e", per un finale vittorioso del bene.
ecco il nuovo Padre Nostro, leggermente cambiato per l'era post profezia Maya 21 dicembre 2012, contrassegnata dalla fine di Babilonia e dalla rinascita di Zion, la vittoria dei profeti dell'acqua su quelli del fuoco, il regno di Dio voluto da Jah Rastafari Selassie, della stirpe di Salomone, re David e compagnia bella (Cristo, Mosè, Giovanni Battista, Garvey, Bob Marley, ...). In corsivo i cambiamenti.
![]() |
| Jah Rastafari Haile Selassie I |
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il pane di domani,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
proteggici dalle tentazione,
e liberaci dal male.
Amen.
Apocalisse di Giovanni, Visione preparatoria [14,15]:
"I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque."
Pregare per il pane di domani era una pratica comune ai Nazarei (sarà stato l'utilizzo di olio di oliva aromatizzato alla "canna odorifera", la canapa, e l'attivazione della corteccia prefrontale ad orientare verso il futuro) e, sempre secondo i vangeli Apocrafi, questi sacerdoti erano pure molto simpatici e amichevoli, tanto da considerare peggiore tra i peccati, il render triste l'altrui animo.
Haile Sellassie I è mio amico poi, e vi posso assicurare non è uno tipo che induce in tentazione, ma piuttosto uno che protegge dalle avversità. Di conseguenza l'avversativo "ma" diviene congiunzione positiva "e", per un finale vittorioso del bene.
lunedì 14 luglio 2014
Questo mondo è il regno della vanità
Quello in cui vive la maggior parte delle persone, sopratutto nel
mondo occidentale, più che un posto per esseri umani, pare essere
l'inferno della vanità.
Ieri l'allenatore della Germania ai mondiali calcio brasiliani, Joachim Löw, al fischio finale dell'arbitro, è stato inquadrato dalle telecamere e subito si è dato una sistemata ai capelli. Invece di godersi il momento era più preoccupato del proprio aspetto. La stessa cosa avevo notato durante la semifinale, alla vittoria dell'Argentina, l'allenatore Alejandro Sabella nel vedere arrivare le telecamere si è sistemato i capelli rimasti.
Un tempo non l'avrei notato, ma ora che per tre mesi non mi sono pettinato, se non una sera e subito ho sentito tornare la vanità in tutti gli atteggiamenti, pare evidente come questa pratica ormai diffusa (pure nelle città Africane vedi donne con i capelli stirati) in tutto il globo abbia reso questo pianeta sull'orlo dell'invivibilità. E ciò genera frustrazione, perché non puoi essere contento di capelli portati senza naturalezza, in quanto una piega artificiale non starà mai ferma come l'hai immortalata prima d'uscire e comunque non starà più bene nel cambiare l'espressione del viso per un'emozione differente. Il giorno dopo, insomma, potrebbe non piacerti, facendoti cadere in un vortice d'insoddisfazione che può compromettere la tua autostima.
Per quarant'anni ho cercato la mia pettinatura senza mai trovarla, con tanto di rammarico e per una continua sensazione d'essere inappropriato. Poi, un giorno, all'improvviso, ho smesso di pettinarmi, e immediatamente la vita è tornata bella e naturale. Non passo più il tempo a specchiarmi, pure nelle vetrine, e i capelli non sono più un grosso problema. L'importante siano pultiti e una sistemata con le mani è più che sufficente. Ho l'impressione siano in un certo senso sempre a posto. Magari poi si intrecceranno e si faranno dei nodi, ma è solo la bellezza della natura: vai in un bosco e guarda quanto s'intrecciano piante, rami e radici, in grovigli che in confronto i capelli dei Rasta paiono nulla.
Fin da bambino odiavo essere pettinato dalla nonna o dalla mamma, addirittura ricordo d'aver sentito dolore in quei momenti, anche perché sembrava che pure i ricci dovessero sparire per far largo all'omologato capello liscio preferito dal sistema governato dall'uomo bianco. Eppure l'altro giorno, nel riporre il pettine nell'armadietto, stufo di vederlo inutilizzato sul mobiletto del bagno, ho tirato un sospiro di sollievo. Ora posso vivere anzichè apparire!
Ieri l'allenatore della Germania ai mondiali calcio brasiliani, Joachim Löw, al fischio finale dell'arbitro, è stato inquadrato dalle telecamere e subito si è dato una sistemata ai capelli. Invece di godersi il momento era più preoccupato del proprio aspetto. La stessa cosa avevo notato durante la semifinale, alla vittoria dell'Argentina, l'allenatore Alejandro Sabella nel vedere arrivare le telecamere si è sistemato i capelli rimasti.
Un tempo non l'avrei notato, ma ora che per tre mesi non mi sono pettinato, se non una sera e subito ho sentito tornare la vanità in tutti gli atteggiamenti, pare evidente come questa pratica ormai diffusa (pure nelle città Africane vedi donne con i capelli stirati) in tutto il globo abbia reso questo pianeta sull'orlo dell'invivibilità. E ciò genera frustrazione, perché non puoi essere contento di capelli portati senza naturalezza, in quanto una piega artificiale non starà mai ferma come l'hai immortalata prima d'uscire e comunque non starà più bene nel cambiare l'espressione del viso per un'emozione differente. Il giorno dopo, insomma, potrebbe non piacerti, facendoti cadere in un vortice d'insoddisfazione che può compromettere la tua autostima.
Per quarant'anni ho cercato la mia pettinatura senza mai trovarla, con tanto di rammarico e per una continua sensazione d'essere inappropriato. Poi, un giorno, all'improvviso, ho smesso di pettinarmi, e immediatamente la vita è tornata bella e naturale. Non passo più il tempo a specchiarmi, pure nelle vetrine, e i capelli non sono più un grosso problema. L'importante siano pultiti e una sistemata con le mani è più che sufficente. Ho l'impressione siano in un certo senso sempre a posto. Magari poi si intrecceranno e si faranno dei nodi, ma è solo la bellezza della natura: vai in un bosco e guarda quanto s'intrecciano piante, rami e radici, in grovigli che in confronto i capelli dei Rasta paiono nulla.
Fin da bambino odiavo essere pettinato dalla nonna o dalla mamma, addirittura ricordo d'aver sentito dolore in quei momenti, anche perché sembrava che pure i ricci dovessero sparire per far largo all'omologato capello liscio preferito dal sistema governato dall'uomo bianco. Eppure l'altro giorno, nel riporre il pettine nell'armadietto, stufo di vederlo inutilizzato sul mobiletto del bagno, ho tirato un sospiro di sollievo. Ora posso vivere anzichè apparire!
giovedì 17 aprile 2014
Gesù era un Nazareo
Chi cerca trova e quel che ho scovato nelle ultime mie due letture, da poco terminate, mi ha donato un incredibile entusiasmo. Si tratta di due libri, "Haile Selassie I - Discorsi scelti 1930-1973" e "Rasta Marley - Le radici del raggae", entrambi di Mazzoni Lorenzo.
Il primo raccoglie i discorsi ufficiali di Ras Tafari Haile Selassie I, ultimo imperatore d'Etiopia, e mi ha fugato qualsiasi dubbio il fatto che RasTafari sia la seconda venuta di Cristo. I suoi discorsi sono un Nuovissimo Testamento, il libro ha una luce particolare e per questo ritengo possa diventare un testo sacro per i religiosi Rasta.

Non è stato solo il libro ad illuminarmi, ma nell'ultimo mese, con conclusione ieri, anche se penso di continuare visto il benessere e la serenità acquisita, ho voluto sperimentare un rito antico appartenente a questo movimento, quello del Nazareo. Pure Cristo era un Nazareo (Cristo significa "unto", con l'olio di Nazar, che probabilmente conteneva la canna odorifera, l'odierna cannabis, come l'olio d'unzione cristiano, Esodo 30,22-33 ) e ciò non significa, come falsamente insegnato a catechismo, che Gesù provenga da Nazaret. Nel parlo anche nel mio ebook "Marijuana & Autoguarigione" e in realtà si tratta di un rito di sacerdozio narrato nella Bibbia (libro dei Numeri, 6), per uomini e donne, della durata di 30 giorni, durante il quale la persona consacrava il proprio corpo e lo spirito non pettinandosi, mangiando vegetariano e astenendosi da bevande alcoliche. Ho iniziato la pratica quando ho sentito la coscienza dirmi che "non si mangiano gli animali" ed ho pensato di seguire i consigli di Selassie e di non fare ciò che parla contro la coscienza. Alla terza settimana senza alcol (non mi è stato molto difficile perché da vent'anni cerco d'evitarlo, così come la carne) ho sentito sciogliersi il torchio del vino, l'effetto che l'alcol fa sul cervello e che viene riprodotto negli altri dal sistema vampiresco di Babilonia, governato dalle Teste Pelate Pazze, per citare Bob Marley.
Alcuni nazarei sono astemi, vegetariani e non si tagliano i capelli tutta la vita, come fece Sansone, l'uomo dall'incredibile forza e con le sette trecce (aveva i capelli con i dreadlock, le trecce come quelle dei rastariani), per citare la Bibbia. Vivendo con queste abitudini e associando la cannabis alla lettura delle sacre scritture come la Bibbia e i Vangeli Apocrifi, per avere il giusto humor e comprendere i giochi di parole, come accenna Mazzoni, diviene inequivocabile il fatto Haile Selassie sia l'Altissimo, la seconda venuta di Cristo, così come aveva profetizzato Giovanni nell'Apocalisse (Visione introduttiva) con una descrizione che combacia perfettamente con quella dell'Imperatore d'Etiopia: "con l'abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli della testa era candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiulo. La voce era simile al fragore di grandi acque" ..."dalla bocca gli usciva una spada a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando spende in tutta la sua forza".
In questo mese sono praticamente stato colmato d'esperienze trascendentali, percepito la mia stella, prima ancora del rito quella di David appartenente alla Dinastia sacra Salomonica, da cui Selassie, come Gesù, deriva. Ho percepito Alpha (Selassie), Omega (sua moglie Menen) con l'Altissimo RasTafari, considerato l'uomo "tra passato e futuro".
Selassie era un cristiano della chiesa ortodossa etiope, un "difensore della fede", e i suoi discorsi o i concetti che esprimeva sono ripresi dai cantanti raggae, gli apostoli che usano la musica come bastone correttore, la verga biblica. Bob Marley, per esempio, nei suoi testi parlava spesso di Bibbia e a volte citava proprio i discorsi di Selassie, come nella famosa canzone War, che avevo sentito diverse volte, ma ignaro del suo significato. Ecco il testo della canzone, tratto dal discorso di Haile Selassie all'Assemblea delle Nazioni Unite nel 1963:
« Riguardo alla questione della discriminazione razziale, la Conferenza di Addis Abeba ha insegnato questa ulteriore lezione, a coloro che la vogliono imparare: finché la filosofia che considera una razza superiore e un'altra inferiore non sarà finalmente screditata e riprovata; finché in nessuna nazione vi saranno più cittadini di prima e di seconda classe; finché il colore della pelle di un uomo non avrà più valore del colore dei suoi occhi; finché i diritti umani fondamentali non saranno ugualmente garantiti a tutti, senza distinzione di razza; fino a quel giorno, il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita; e finché l'ignobile e drammatico regime che oggi opprime i nostri fratelli in Angola, in Mozambico, in Sudafrica, con le sue disumane catene, non sarà rovesciato e totalmente spazzato via; finché il bigottismo, il pregiudizio e l'interesse personale inumano e malizioso, non saranno sostituiti dalla tolleranza, la comprensione e i buoni propositi; finché gli africani non si alzeranno e parleranno come esseri liberi, uguali agli occhi di tutti gli uomini, come sono uguali davanti agli occhi del Cielo; fino a quel giorno il Continente africano non conoscerà pace. Noi africani, combatteremo, se necessario, e sappiamo che vinceremo, poiché confidiamo nella vittoria del Bene sul Male. » (Haile Sellasie).
Secondo la Bibbia Selassie è arrivato per liberarci dalla grande e corrotta Babilonia e la marijuana, parafrasando la Bibbia, è la "foglia che guarirà le nazioni". Legalizzatela!
Il primo raccoglie i discorsi ufficiali di Ras Tafari Haile Selassie I, ultimo imperatore d'Etiopia, e mi ha fugato qualsiasi dubbio il fatto che RasTafari sia la seconda venuta di Cristo. I suoi discorsi sono un Nuovissimo Testamento, il libro ha una luce particolare e per questo ritengo possa diventare un testo sacro per i religiosi Rasta.

Non è stato solo il libro ad illuminarmi, ma nell'ultimo mese, con conclusione ieri, anche se penso di continuare visto il benessere e la serenità acquisita, ho voluto sperimentare un rito antico appartenente a questo movimento, quello del Nazareo. Pure Cristo era un Nazareo (Cristo significa "unto", con l'olio di Nazar, che probabilmente conteneva la canna odorifera, l'odierna cannabis, come l'olio d'unzione cristiano, Esodo 30,22-33 ) e ciò non significa, come falsamente insegnato a catechismo, che Gesù provenga da Nazaret. Nel parlo anche nel mio ebook "Marijuana & Autoguarigione" e in realtà si tratta di un rito di sacerdozio narrato nella Bibbia (libro dei Numeri, 6), per uomini e donne, della durata di 30 giorni, durante il quale la persona consacrava il proprio corpo e lo spirito non pettinandosi, mangiando vegetariano e astenendosi da bevande alcoliche. Ho iniziato la pratica quando ho sentito la coscienza dirmi che "non si mangiano gli animali" ed ho pensato di seguire i consigli di Selassie e di non fare ciò che parla contro la coscienza. Alla terza settimana senza alcol (non mi è stato molto difficile perché da vent'anni cerco d'evitarlo, così come la carne) ho sentito sciogliersi il torchio del vino, l'effetto che l'alcol fa sul cervello e che viene riprodotto negli altri dal sistema vampiresco di Babilonia, governato dalle Teste Pelate Pazze, per citare Bob Marley.
Alcuni nazarei sono astemi, vegetariani e non si tagliano i capelli tutta la vita, come fece Sansone, l'uomo dall'incredibile forza e con le sette trecce (aveva i capelli con i dreadlock, le trecce come quelle dei rastariani), per citare la Bibbia. Vivendo con queste abitudini e associando la cannabis alla lettura delle sacre scritture come la Bibbia e i Vangeli Apocrifi, per avere il giusto humor e comprendere i giochi di parole, come accenna Mazzoni, diviene inequivocabile il fatto Haile Selassie sia l'Altissimo, la seconda venuta di Cristo, così come aveva profetizzato Giovanni nell'Apocalisse (Visione introduttiva) con una descrizione che combacia perfettamente con quella dell'Imperatore d'Etiopia: "con l'abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli della testa era candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiulo. La voce era simile al fragore di grandi acque" ..."dalla bocca gli usciva una spada a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando spende in tutta la sua forza".
In questo mese sono praticamente stato colmato d'esperienze trascendentali, percepito la mia stella, prima ancora del rito quella di David appartenente alla Dinastia sacra Salomonica, da cui Selassie, come Gesù, deriva. Ho percepito Alpha (Selassie), Omega (sua moglie Menen) con l'Altissimo RasTafari, considerato l'uomo "tra passato e futuro".
Selassie era un cristiano della chiesa ortodossa etiope, un "difensore della fede", e i suoi discorsi o i concetti che esprimeva sono ripresi dai cantanti raggae, gli apostoli che usano la musica come bastone correttore, la verga biblica. Bob Marley, per esempio, nei suoi testi parlava spesso di Bibbia e a volte citava proprio i discorsi di Selassie, come nella famosa canzone War, che avevo sentito diverse volte, ma ignaro del suo significato. Ecco il testo della canzone, tratto dal discorso di Haile Selassie all'Assemblea delle Nazioni Unite nel 1963:
« Riguardo alla questione della discriminazione razziale, la Conferenza di Addis Abeba ha insegnato questa ulteriore lezione, a coloro che la vogliono imparare: finché la filosofia che considera una razza superiore e un'altra inferiore non sarà finalmente screditata e riprovata; finché in nessuna nazione vi saranno più cittadini di prima e di seconda classe; finché il colore della pelle di un uomo non avrà più valore del colore dei suoi occhi; finché i diritti umani fondamentali non saranno ugualmente garantiti a tutti, senza distinzione di razza; fino a quel giorno, il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita; e finché l'ignobile e drammatico regime che oggi opprime i nostri fratelli in Angola, in Mozambico, in Sudafrica, con le sue disumane catene, non sarà rovesciato e totalmente spazzato via; finché il bigottismo, il pregiudizio e l'interesse personale inumano e malizioso, non saranno sostituiti dalla tolleranza, la comprensione e i buoni propositi; finché gli africani non si alzeranno e parleranno come esseri liberi, uguali agli occhi di tutti gli uomini, come sono uguali davanti agli occhi del Cielo; fino a quel giorno il Continente africano non conoscerà pace. Noi africani, combatteremo, se necessario, e sappiamo che vinceremo, poiché confidiamo nella vittoria del Bene sul Male. » (Haile Sellasie).
Secondo la Bibbia Selassie è arrivato per liberarci dalla grande e corrotta Babilonia e la marijuana, parafrasando la Bibbia, è la "foglia che guarirà le nazioni". Legalizzatela!
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